Sono iniziati i corsi alla scuola rumena della parrocchia di Pescara

Sono iniziati i corsi alla scuola rumena della parrocchia di Pescara
Sabato 30 settembre 2017 dalle ore 16.00 presso la chiesa della Parrocchia di Pescara, si è svolta la cerimonia di apertura dei corsi della scuola rumena della parrocchia di Pescara. Dopo la Messa del Te Deum (benedizione) in occasione dell'apertura dei corsi della scuola rumena della parrocchia di Pescara, ha avuto luogo la presentazione e conoscenza dei 32 bambini iscritti a questi corsi per l'anno scolastico 2017-2018.
Dopo aver presentato gli insegnanti di quest’anno: Padre Alin Iarca, sua moglie Andra Maria e l’insegnante Blagu Gabriela, a cui saranno aggiunti tre volontari della parrocchia, i bambini si sono presentati a loro volta in un ordine casuale sperimentando momenti emozionanti mentre, anche se la maggior parte dei bambini presenti sono nati in Italia, hanno attribuito la loro identità alle città da dove provengono i loro genitori dalla Romania.
Durante questa riunione è stato presentato il diario per i ragazzi, stampato dall’Episcopato d'Italia, che sarà utile ai giovani durante tutto il corso.
Successivamente ogni bambino ha ricevuto dal parroco un bracciolo con la croce per segnare l'inizio di questa nuova fase della loro vita, ma anche per mostrare l'importanza di unire questo bellissimo gruppo in nome di Cristo.
Quindi la scuola parrocchiale, giunta già al sesto anno di esistenza, sarà in funzione ogni sabato dalle ore 16.00 secondo il programma precedentemente annunciato vedi qui, invece la domenica dopo la Santa Messa si terranno le lezioni di pianoforte per i bambini iscritti in questa sezione della scuola rumena parrocchiale.
Oltre ad acquisire dimestichezza con la lingua, la cultura, il passato e il presente del nostro paese d'origine, lo scopo di questi corsi della scuola rumena della parrocchia di Pescara è quello di aiutare i bambini a passare più tempo insieme, in un ambiente e entourage determinati dai valori cristiani Ortodossi, che dovrebbero costituire un'alternativa solida e una sfida all’ "offerta" della cultura dominante, altamente secolarizzata, in cui viviamo.
